1 Lug 2020

#ragazzi #Autismo Le esigenze di ragazzi con autismo e delle loro famiglie: Tania ci racconta del Progetto Koala!

Le esigenze di ragazzi con autismo e delle loro famiglie: Tania ci racconta del Progetto Koala!

Vi abbiamo anticipato nell’articolo Anch’io divento grande: Progetto Koala !  che nel 2019, Centro Servizi Welfare ha passato il Bando di Fondazione Cariverona “Servizi di Prossimità 2019” e grazie a questo sta mettendo in atto le diverse fasi di co-progettazione del modello Koala con ANTS ONLUS, associazione impegnata da anni a supportare e formare le famiglie e i professionisti sul tema dell’autismo.

 

Tania, operatrice di Csw che coordina il progetto, ci racconta brevemente, rispondendo ad alcune domande, i ruoli delle realtà che aderiscono, la stesura del progetto e i risultati attesi!

 

Il ruolo di Centro Servizi Welfare?

Centro Servizi Welfare è coordinatore del progetto Koala: si occupa di coordinare, organizzare e monitorare l’andamento  delle attività progettuali insieme al partner Associazione ANTS per l’Autismo. Si occuperà di aggiornare e coinvolgere poi le cooperative della rete di Centro Servizi Welfare riguardo le fasi progettuali."

 

Il ruolo delle realtà partner del progetto?

"ANTS, partner di progetto, individua i ragazzi che parteciperanno al progetto, organizza il corso di formazione per gli educatori, operatori e i genitori coinvolti. In seguito farà la supervisione degli educatori  e delle diverse attività.

L’obiettivo di Ants Onlus è promuovere una competenza attiva nell’ambito psico-educativo di tutti coloro che agiscono nella vita della persona con autismo."

 

Scrivendo il progetto, a quali bisogni si è fatto riferimento?

 

“ Si è fatto riferimento a molti bisogni delle famiglie con a carico figli adolescenti e giovani con autismo che si trovano privi di supporti garantiti da parte dell’ente pubblico, oltre a bisogni espressi dagli stessi ragazzi legati alla relazione con pari e allo svolgimento di nuove attività.

Purtroppo le iniziative offerte dal territorio, rivolte a giovani con autismo, si presentano come dislocate e frammentarie e non garantiscono una continuità delle attività e la linearità di un percorso funzionale per il ragazzo, inoltre sono accessibili alle famiglie esclusivamente a titolo privato e a costi elevati. 

Sono assenti iniziative di gruppo specifiche per ragazzi con autismo, mentre si tendono a favorire interventi a domicilio che non aiutano a promuovere le relazioni sociali e le interazioni. Tutto ciò implica un aumento dei sentimenti di frustrazione e ansia da parte delle famiglie e di preoccupazione per il futuro incerto dei propri figli, carente di opportunità di crescita e di valorizzazione dell’autonomia.”

 

Il progetto e l’emergenza sanitaria

 

"Durante l’emergenza sanitaria il progetto Koala ha, in parte, continuato le attività di progettazione del modello di intervento da proporre alle famiglie, definendo i dettagli e mappando i servizi già presenti tra le cooperative utili alle finalità di progetto."

 

Flessibilità del progetto, essendo un modello di azione mai fatto prima, può subire cambiamenti in itinere?

“Assolutamente si, nei limiti delle possibilità. La fase di monitoraggio serve proprio a questo!”

 

Risultati attesi?

 

“L’obiettivo è quello di creare un modello flessibile e ripetibile nel campo dei servizi alla persona con la formazione di professionisti per una soluzione accessibile alle famiglie che si trovano davanti allo sconforto del “Dopo di noi”.

I risultati attesi, più nello specifico, sono: 

  • che le famiglie coinvolte siano soddisfatte del modello Koala e che abbiano notato un miglioramento delle abilità del proprio figlio, che si sentano supportate e sollevate partecipando a tutti gli incontri organizzati;
  • che almeno 8 educatori/psicologi decidano di proseguire le attività e l’affiancamento del gruppo di ragazzi costituito;
  • una progressiva diminuzione dello stato di dipendenza dai genitori;
  • aumento e miglioramento delle interazioni tra i ragazzi con autismo appartenenti allo stesso gruppo e la loro partecipazione alla maggior parte delle attività di progetto;
  • sperimentazione di un mestiere e l’inizio di un percorso di formazione-lavoro;
  • che almeno 3 ragazzi su 10 vivano un’esperienza di co-housing per 3 weekend. “

 

L’idea progettuale è venuta a CSW proprio per l’aumento delle richieste pervenute dalle famiglie con figli affetti da autismo e per cercare di creare una soluzione che risponda sia alle esigenze dei genitori, sia alle esigenze di crescita dei ragazzi. 

Il Modello Koala, vuole essere un’opportunità per una crescita graduale del giovane con autismo,permettendo al ragazzo di sperimentare tutte quelle fasi fondamentali della vita per diventare grande: dall'autogestione alla socializzazione e l’interazione fino all’avviamento al lavoro.

Tania ci racconterà prossimamente delle fasi e delle attività di progetto!

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