22 Set 2019

#Lavoro #CSWperilbenessere #Disabilità Quale futuro per la disabilità?

Quale futuro per la disabilità?

 

"In Italia sono 4,1 milioni i casi di disabilità a carico delle proprie famiglie, e le stime Censis prevedono che nel 2020 i disabili in Italia saliranno a 4,8 milioni. 

La spesa pubblica pro capite destinata alle persone disabili è oggi di 437 euro l'anno, cifra di molto inferiore a quella media europea (535 euro)."

Inizia così l’articolo che vogliamo proporvi oggi, che fa riflettere sulle condizioni attuali delle persone con fragilità in Italia. Dietro a cifre e dati, bisogna sempre ricordarsi che si sta parlando di persone: famiglie sulle quali ricade la responsabilità e il peso dell’assistenza, famiglie che provano un forte senso di abbandono e soffrono della preoccupazione per il futuro dei propri figli, per il”dopo di noi”.

I dati Censis, poi, confermano quello che le persone con disabilità sanno bene, ovvero che il vero perno del welfare è la famiglia, sulla quale ricade la responsabilità e il peso dell'assistenza della persona con disabilità, soprattutto in età adulta.

I disabili adulti rimangono in carico alla responsabilità delle loro famiglie - si legge nel comunicato - con sostegni istituzionali limitati, focalizzati quasi esclusivamente sul supporto economico, tralasciando molto spesso il supporto emotivo erogato attraverso servizi alla persona. Anche in questo caso, però, dal confronto con gli altri Paesi europei emerge che la spesa per le prestazioni di protezione sociale per la disabilità, in denaro e in natura, è pari a 437 euro pro-capite all'anno, molto inferiore alla media europea di 535 euro (il 18,3% in meno).

 

Le opportunità di accesso ai servizi si riducono per i disabili adulti, si legge nella nota Censis. “Tra le persone con Sindrome di Down di 25 anni e oltre, il 32,9% frequenta un centro diurno, ma il 24,3% non fa nulla, sta a casa. Tra le persone con autismo dai 21 anni in su, il 50% frequenta un centro diurno, ma il 21,7% non svolge nessuna attività. Tra le ore dedicate all'assistenza diretta e quelle di semplice sorveglianza, i genitori delle persone autistiche e delle persone Down spendono complessivamente 17 ore al giorno".

La scuola gioca un ruolo importante per accompagnare la famiglia attraverso il processo di inclusione della persona con disabilità nella società. Il Censis afferma che il numero di alunni disabili è in continuo aumento e fortunatamente anche il numero di docenti di sostegno. La scuola è una risposta istituzionale che funziona, forse l’unica. Dopo la scuola, le persone con disabilità intellettiva diventano invisibili, con difficili possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro.

Sembra che gli adulti con disabilità siano destinati a rimanere in casa con i genitori, senza un’occupazione e senza qualcuno che permetta loro di avere sogni e ambizioni.

Anche economicamente il disabile è sfavorito dallo Stato: sia per la spesa riservata alla protezione sociale che per i contributi destinati all’integrazione dei redditi famigliari, i disabili sono i più svantaggiati.

Un approccio fondamentale per l’integrazione dei soggetti disabili è quello di mettere le basi per l’autosufficienza con l’intento di permettere ai soggetti con disabilità di vivere uno stile di vita normale, caratterizzato da scuola, lavoro, tempo libero, amicizie, amori e così via, senza differenze.

Ma tali principi ancora faticano ad essere attuati concretamente.

Leggi l’articolo completo:

https://www.disabili.com/aiuto/articoli-qaiutoq/sono-4-1-milioni-i-disabili-in-italia-e-il-carico-dell-assistenza-e-sulle-famiglie

 

 


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